Prima di rilassarci con l’intreccio vero e proprio, c’è una fase che tutti noi amanti della cesteria dobbiamo affrontare: l’ammollo del salice.
È un passaggio fondamentale, perché solo un materiale ben preparato rende l’intreccio fluido, piacevole e duraturo.

In questo articolo vediamo come evitare gli errori più comuni e rendere questa fase più semplice ed efficace.
Se il salice resta immerso per troppo tempo, rischia di sfaldarsi: la buccia può staccarsi e il materiale perde consistenza.
Il risultato? Un cestino meno resistente e meno bello da vedere.
Controlla regolarmente, soprattutto verso la fine del processo.
Se il salice non si è ammollato bene, risulterà rigido e fragile: potrebbe spezzarsi durante l’intreccio.
Un trucco semplice: prova a piegare la parte più spessa di un ramo grosso.
Non esiste un tempo fisso per l’ammollo.
Dipende da diversi fattori: tipo di salice, spessore dei rami, stagione e temperatura dell’acqua.
Alcuni rami sono pronti in 5 giorni, altri impiegano anche due settimane.
L’esperienza e l’osservazione ti aiuteranno a trovare il momento giusto.

Hai tempo per intrecciare solo domani ma il salice non è ancora pronto?
Usa acqua calda (massimo 65°): accelera l’ammollo senza compromettere la qualità del materiale.
Niente panico!
Tira fuori il salice dall’acqua, avvolgilo nel cellophane trasparente e conservalo così: resterà flessibile per circa una settimana (anche un po’ di più).
Non superare però i 10 giorni, altrimenti rischia di marcire.
Imparare a gestire l’ammollo richiede un po’ di pratica, ma con questi accorgimenti potrai evitare errori e lavorare sempre con un materiale perfetto.
Buon intreccio!
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